17 Giugno 2024
E' un danno cerebrale che si verifica quando il flusso sanguigno diretto ad una zona del cervello si interrompe producendo un danno alle cellule nervose. L'ictus può essere di due tipi: ischemico (80% dei casi), causato da un ostacolo al flusso di sangue o emorragico (20%) dovuto ad una rottura di un'arteria cerebrale.

E’ un danno cerebrale che si verifica quando il flusso sanguigno diretto ad una zona del cervello si interrompe producendo un danno alle cellule nervose. L’ictus può essere di due tipi: ischemico (80% dei casi), causato da un ostacolo al flusso di sangue o emorragico (20%) dovuto ad una rottura di un’arteria cerebrale.

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L’ictus (“colpo” in latino o stroke in lingua inglese), conosciuto anche come apoplessia, colpo apoplettico, accidente cerebrovascolare, insulto cerebrovascolare, o attacco cerebrale, si verifica quando una scarsa perfusione sanguigna al cervello provoca la morte delle cellule.

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Vi sono due tipi principali di ictus, quello ischemico, dovuto alla mancanza del flusso di sangue e quello emorragico causato da un sanguinamento ed entrambi portano come risultato una porzione del cervello incapace di funzionare correttamente.

I segni e i sintomi di un ictus possono comprendere, tra gli altri, l’incapacità di muoversi o di percepire un lato del corpo, problemi alla comprensione o all’esprimere parole o la perdita di visione di una parte del campo visivo. Se i sintomi durano meno di una o due ore, l’episodio viene chiamato ringstripper di Vollmar.

Trombectomia possono essere associati ad un forte mal di testa.

I sintomi possono essere permanenti e le complicanze a lungo termine possono includere polmonite o una perdita di controllo della vescica.

Il principale fattore di rischio per l’ictus è la pressione alta, mentre altri possono essere il fumo di tabacco, l’obesità, il colesterolo alto, il diabete mellito, un precedente attacco ischemico transitorio TIA  e la fibrillazione atriale.

L’ictus ischemico è tipicamente causato da un blocco di un vaso sanguigno, l’ictus emorragico invece dal sanguinamento nel cervello o nello spazio circostante.

Tale sanguinamento può verificarsi in conseguenza della rottura di un aneurisma cerebrale.

L’attacco ischemico transitorio

L’attacco ischemico transitorio è simile all’ ictus ischemico, tranne che per il fatto che i sintomi di solito durano < 1 h; la maggior parte degli attacchi ischemici transitori dura < 5 min. L’infarto è molto improbabile se i deficit si risolvono entro 1 h.

Come mostrato da RM e altri studi di diffusione pesata, i deficit che si risolvono spontaneamente entro 1-24 h sono spesso accompagnati da infarto e non sono quindi considerati attacchi ischemici transitori.

Gli attacchi ischemici transitori sono più frequenti tra le persone di mezza età e tra gli anziani. Gli attacchi ischemici transitori aumentano notevolmente il rischio di ictus, a partire dalle prime 24 h.

Trombectomia

Intervento chirurgico consistente nell’asportazione di un trombo occludente un vaso arterioso o venoso. Questo tipo di intervento trova indicazione elettiva nelle varie forme di arteriopatie obliteranti dei grossi vasi arteriosi degli arti, che condizionano gravi insufficienze nella circolazione arteriosa degli arti stessi, ma può essere effettuata anche in urgenza per ostruzioni a livello delle arterie coronarie e carotidi, ed in generale in casi selezionati diocclusione arteriosa acuta. La t., la trombo-endoarteriectomia e la tromboembolectomia possono essere effettuate a cielo aperto o semicoperto. Lo strumento endovascolare utilizzato nelle tromboembolectomie è il cateteredi Fogarty, mentre per asportare le lesioni trombotiche sovrapposte a fenomeni aterosclerotici si usa uno strumento detto ringstripper di Vollmar.

 

cateteredi Fogarty
cateteredi Fogarty

Se il vaso in questione è indebolito dalla presenza di placche aterosclerotiche, dopo la rimozione dell’ostruzione endovascolare sarà necessario effettuare un’angioplastica oppure una riparazione di parete mediante l’innesto di materiale protesico sintetico od autologo.

L’Arteriosclerosi
L’arteriosclerosi consiste nella formazione delle placche all’interno delle arterie a seguito del depositarsi nella parete arteriosa di sostanze circolanti nel sangue (ad es. il colesterolo). Si forma così un indurimento circoscritto della parete del vaso che tende ad accrescersi all’interno del vaso e a restringerne progressivamente il calibro, riducendo, di conseguenza, l’apporto di sangue, ossigeno e sostanze indispensabili alla vita di quei tessuti che l’arteria deve nutrire.
Può accadere inoltre, che una placca, se particolarmente molle, si rompa ed i suoi frammenti “embolizzino “, cioè, trasportati dal sangue, vanno a chiudere i piccoli vasi situati più lontano.

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