17 Giugno 2024
non rimanere incinta universoss

Immagino  che tu voglia informarti su un tema molto importante! Non so se sei una ragazza o un ragazzo, ma poco importa perché tutti hanno il dovere di informarsi sul come non rimanere incinta o, se sei un ragazzo, quali sono i metodi che tu e la tua compagna potete utilizzare al fine di evitare gravidanze indesiderate.

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Il contraccettivo 

Tutti i mezzi usati per diciamo “non rimanere incinta” sono detti contraccezione.

Tra di essi è inclusa la pillola del giorno dopo. Esiste anche la pillola dei 5 giorni dopo se siete proprio in ritardo con la contraccezione. La sua efficacia non è altissima perché al momento dell’assunzione l’ovulazione potrebbe essere già avvenuta. Entrambe le pillole si posso prendere in farmacia senza ricetta medica.

Sinceramente non sono i metodi che consiglio, ce ne sono di migliori.

Se cerchi un metodo per non rimanere incinta che dura anni, io te ne consiglierei 2:

  • La spirale ( Dopo l’inserimento, che viene fatto con un intervento ambulatoriale, può essere tenuta fino a 5 anni.)
  • Contraccettivo sottocutaneo ( Può essere tenuto fino a 3 anni e va monitorato con visite ginecologiche annuali.)

Se invece cerchi un contraccettivo per il rapporti occasionali, che ti protegge anche dalle malattie, che non sono assolutamente da sottovalutare, ti consiglio l’uso del preservativo. Anche in questo caso devi stare attento alla scadenza ed a usarlo correttamente.

Poi per non rimanere incinta ci sono anche i contraccettivi di tipo ormonale.
Tra questi troviamo in commercio:

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  • La spirale ormonale (da non confondere con la spirale in rame)
  • L’anello vaginale
  • non rimanere incinta
  • Contraccettivo sottocutaneo
  • non rimanere incinta
  • Contraccettivo ad uso orale (la “pillola”)

Esistono dei metodi contracettivi che io non consiglio perché hanno scarsa efficacia: i cosiddetti “metodi naturali”.

Fatta un’idea, ora entriamo del dettaglio di ogni metodo.

Non rimanere incinta con la pillola

La prima cosa che dobbiamo mettere in chiaro con la pillola, che essa è un farmaco. In quanto farmaco la deve prescrivere un medico, meglio se dopo una visita ginecologica.

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Cerotto (contraccettivo ormonale)

Che cos’è

Un cerotto di 20 cm2 da applicare sulle natiche, sulla parte bassa dell’addome, sulla parte alta del torace, dorso compreso, (ma non sul seno) o sul braccio. Rilascia un estrogeno (etinilestradiolo) e un progestinico norelgestromin) per via transdermica. Durante l’applicazione premi energicamente sul cerotto e assicurati che i bordi aderiscano bene (bisogna sempre controllare che l’adesione sia ottimale). Necessita della prescrizione medica e non è rimborsato dal servizio sanitario nazionale.

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Come funziona

Come la pillola, impedisce l’ovulazione, ispessisce il muco cervicale rendendo più difficile l’ingresso degli spermatozoi e riduce la recettività uterina. Va sostituito ogni settimana per tre settimane consecutive, cominciando il primo giorno di ciclo. Poi si osserva una settimana libera da cerotto in cui dovrebbe comparire la mestruazione.

Efficacia della pillola

Se usato correttamente, l’efficacia è molto alta, tanto quella della pillola contraccettiva. L’efficacia può diminuire in donne che pesano più di 90 kg per le quali il cerotto non è raccomandato. Nel caso in cui il cerotto non aderisca perfettamente va sostituito entro 24 ore, utilizzando una nuova confezione. Se sono passate più di 24 ore dal distacco o non è possibile ricostruire quando è avvenuto, va applicato un nuovo cerotto, ma si consiglia di utilizzare anche un altro sistema contraccettivo aggiuntivo non ormonale per i primi sette giorni dall’applicazione del nuovo cerotto.

Vantaggi

Richiede una sola applicazione settimanale, è facile da usare e non interferisce con la vita sessuale. L’assorbimento degli ormoni non è influenzato da episodi di diarrea o vomito.

Svantaggi

Non protegge dalle malattie sessualmente trasmesse e potrebbe causare irritazioni cutanee nella zona su cui viene applicato. Per questo bisognerebbe cambiare zona a ogni nuova applicazione. C’è il rischio che il cerotto possa staccarsi in parte o del tutto dalla pelle e perdere così la capacità contraccettiva. Per questo bisogna far attenzione a eventuali distacchi del cerotto. Nei primi mesi di uso potrebbero comparire alcuni effetti indesiderati temporanei come tensione mammaria, mal di testa, sbalzi d’umore, aumento o perdita di peso. Altri effetti avversi, controindicazioni e interazioni con altri farmaci sono simili a quelli della pillola contraccettiva.

Attenzione alla eliminazione dei cerotti usati: poiché contengono ancora un po’ di ormoni, non devono essere gettati nel water o nell’immondizia, ma portati negli appositi contenitori per farmaci scaduti reperibili nelle farmacie.

 Anello  Anticoncezionale

L’anello anticoncezionale agisce come la pillola, rilasciando un bassissimo dosaggio di ormoni che impedisce l’ovulazione. È utilizzato da moltissime donne per i suoi numerosi vantaggi, di seguito elencati:
Altissima sicurezza contraccettiva (oltre 99%).
Gli ormoni rilasciati dall’anello contraccettivo passano rapidamente nel circolo sanguigno, essendo la mucosa di rivestimento vaginale particolarmente sottile e ricca di vasi sanguigni.
L’anello vaginale, a differenza della pillola contraccettiva, non prevede il primo passaggio tramite il fegato, né attraverso il tratto gastrointestinale: in tal modo, la sicurezza anticoncezionale è assicurata anche in caso di diarrea e vomito;
L’anello vaginale è impercettibile, sia dalla donna che dal partner, durante il rapporto sessuale;
In genere, non provoca modificazioni ponderali;
Assicura una regolare ritmicità mestruale;
Riduce i casi di dimenticanza (notevolmente più frequenti nel caso d’assunzione della pillola).
Metodo contraccettivo efficace, comodo ed estremamente semplice da applicare e togliere;
Nausea ed emicrania pressoché assenti;
Probabilità di spotting molto bassa.

Svantaggi

Purtroppo, non esiste alcun metodo contraccettivo completamente privo di effetti collaterali e controindicazioni.

Se da un lato i vantaggi dell’anello anticoncezionale sono molteplici, dall’altro non possono quindi mancare alcuni effetti indesiderati.

Di seguito saranno descritti tutti i possibili effetti collaterali derivabili dall’utilizzo dell’anello anticoncezionale; tuttavia, è bene puntualizzare innanzitutto l’impossibilità di prevedere la reazione soggettiva in seguito all’applicazione dell’anello; di conseguenza, non è detto che tali effetti siano presenti nello stesso modo in tutte le utilizzatrici.

Una donna, per esempio, potrebbe anche non avere alcun effetto collaterale.
Ad ogni modo, i possibili effetti collaterali dell’anello anticoncezionale sono pressoché identici a quelli derivanti dall’utilizzo della pillola.

Altri  svantaggi

E’ possibile che durante i primi mesi d’utilizzo dell’anello, il dispositivo esca spontaneamente (eventualità remota) dalla vagina. A tal proposito, è buona abitudine che la donna controlli periodicamente la presenza dell’anello in vagina: qualora non venga reinserito in vagina entro tre ore dall’espulsione, è assai probabile che l’efficacia contraccettiva diminuisca.
L’anello potrebbe favorire l’instaurarsi di infezioni batteriche (es. Candida albicans): difatti, la presenza di un corpo estraneo in vagina potrebbe favorire l’annidamento di batteri e generare danno.
L’anello vaginale potrebbe provocare dispareunia (dolore durante i rapporti), in particolare nei primi mesi d’applicazione, lesioni vaginali, vaginiti e cisti.

Altri effetti comuni

Acne, modulazione dell’umore, irritabilità, diminuzione del desiderio sessuale, dolore addominale, tensione mammaria, leucorrea, dismenorrea.
Eventualità rara, seppur possibile, la percezione del dispositivo da parte del partner durante il rapporto; ancora, prurito genitale, ansia, sensazione di vertigine, diarrea, vomito, astenia e dolore alla schiena rappresentano altri possibili effetti avversi non comuni derivanti dall’utilizzo dell’anello (indice di frequenza: 1/100-1/1.000). Quando i disturbi persistono oltre i primi 2/3 mesi dall’utilizzo dell’anello, è bene consultare il medico.
L’anello vaginale non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili.

Controindicazioni d’uso dell’anello

L’anello, come per tutti i metodi contraccettivi ormonali, dev’essere prescritto dal medico, dopo un accertamento dello stato di salute della paziente: l’anello contraccettivo non deve mai essere utilizzato dalle donne affette da trombosi venosa, arteriosa, angina pectoris, diabete mellito, tumori (pregressi o in atto), emorragie vaginali, disturbi epatici. Inoltre, qualora la donna fosse ipersensibile ad un principio attivo o ad un eccipiente, l’utilizzo dell’anello è sconsigliato.
Proprio come per la pillola, l’utilizzo di alcuni farmaci (es. alcuni antibiotici, antidepressivi, inibitori della proteasi (es. ritonavir), farmaci antiepilettici come la fenitoina, il primidone, la carbamazepina e i farmaci con Hypericum perforatum) potrebbe compromettere l’efficacia contraccettiva dell’anello: nel caso di assunzione temporanea di questi farmaci, è consigliato l’utilizzo del metodo barriera (preservativo).

La “spirale”

Per spirale (o IUD) si intende un piccolo “oggetto in plastica” che con estrema facilità (ambulatoriamente) viene inserito nella cavità uterina e lasciato in sede per più anni. L’effetto contraccettivo sta nell’alterazione dell’ambiente endo-uterino che porta ad un ostacolo al passaggio degli spermatozoi e ad una inibizione dei processi di impianto embrionali. La spirale agisce quindi quasi sempre sull’embrione e non previene il formarsi dello stesso. Viene quindi considerata una metodica micro-abortiva. L’efficacia nella prevenzione della gravidanza è buona ma non totale. In caso di gravidanza la presenza della spirale in utero può determinare problemi.

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Il grosso rischio della spirale sono le infezioni che, favorite dalla presenza della stessa spirale,  possono interessare le tube e determinare sterilità permanente. Per questa ragione difficilmente una spirale viene inserita in giovani donne desiderose, in futuro, di prole. La spirale non protegge dalle malattie sessualmente trasmesse.

Il “diaframma”

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Il diaframma è una piccola membrana in plastica che viene inserita prima del rapporto profondamente all’interno della vagina. Impedisce meccanicamente il passaggio degli spermatozoi verso il canale cervicale. Ha una efficacia contraccettiva non eccellente e non protegge dalle malattie sessualmente trasmesse.

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Il “preservativo”

“Cappuccio” in plastica da applicare sull’organo genitale maschile durante il rapporto sessuale. Ottimo nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse se correttamente usato (messo fin dall’inizio del rapporto, non rotto, non sfilato). Buona efficacia contraccettiva anche se non totale (può, come già detto, rompersi o sfilarsi).

I “metodi naturali” per non rimanere incinta

Ve ne sono di vari tipi:

– Metodo del “coito interrotto”.

Consiste nell’interruzione del rapporto, prima dell’eiaculazione, in modo da evitare il contatto tra il liquido seminale maschile e i genitali femminili. E’ un metodo fallimentare in quanto anche prima dell’eiaculazione possono essere emessi, in maniera inavvertita, spermatozoi nel liquido pre-seminale di lubrificazione. Percentuali di fallimento superiori al 30%.

 

Metodo Ogino-Knaus.

Calcolo delle date dei giorni fertili in base alla durata dei cicli mestruali precedenti. La fase fertile viene identificata individuando il più breve ed il più lungo ciclo mestruale dell’anno precedente, sottraendo 19 giorni alla lunghezza del ciclo più breve e 11 a quella del ciclo più lungo, per stabilire rispettivamente il primo e l’ultimo giorno della fase fertile. I problemi legati all’adozione di questo metodo derivano dal fatto che non sempre le donne hanno cicli regolari per cui, senza lunghi periodi di astinenza, non è possibile evitare la gravidanza.

 

– Metodo della temperatura basale.

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Misurazione quotidiana della temperatura corporea; la temperatura in prossimità dell’ovulazione subisce un  incremento che si mantiene per giorni. Il metodo prevede la possibilità di rapporti sicuri dal terzo giorno successivo al massimo aumento della temperatura fino alla comparsa del successivo ciclo mestruale.

Esistono attualmente mini-computer (“contraccettivi tecnologici”) per ottimizzare l’analisi della temperatura basale riducendo i rischi di “erronea” interpretazione dei dati e determinando quindi maggiore sicurezza contraccettiva. Tali dispositivi permettono la rilevazione accurata della temperatura basale in modo sublinguale in pochi secondi, l’analisi statistica del periodo fertile, ecc.

 

– Metodo Billings.

Valutazione della quantità e della qualità delle secrezioni vaginali da parte della donna stessa; in prossimità della ovulazione le perdite vaginali diventano abbondanti e con aspetto a “chiara d’uovo” e la donna avverte una caratteristica sensazione di “umidità”. Successivamente le secrezioni ritornano ad essere scarse e vischiose. Il periodo sicuro sarebbe subito dopo le mestruazioni quando la donna avverte una sensazione di secchezza dei genitali. Appena inizia una sensazione di maggiore “umidità” è il segnale che avere rapporti non è più sicuro. E’ di nuovo periodo sicuro quando termina il massimo picco di “umidità” (deve essere passato da almeno 3 giorni) e ritorna una sensazione di secchezza.

– Metodo sintotermico.

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Misurazione della temperatura basale e contemporanea valutazione delle secrezioni vaginali.

I metodi naturali si prestano ottimamente al caso di coppie stabili per le quali la gravidanza eventuale non sarebbe un grosso problema. Hanno infatti una efficacia contraccettiva ridotta e comunque non totale; non proteggono chiaramente dalle malattie sessualmente trasmesse.

 

1 thought on “Come non rimanere incinta: 10 metodi a cui affidarti

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