17 Giugno 2024
Gli operatori socio sanitari e un albo?

Contrasto tra bozza d’intesa e legge: Gli operatori socio-sanitari e la questione degli Ordini professionali

Ah, la danza sottile tra bozze d’intesa e leggi, un balletto che fa impallidire persino i ballerini più aggraziati. Ma veniamo al dunque, miei cari lettori! Oggi vi porterò nel mondo intrigante degli operatori socio-sanitari e degli Ordini professionali, dove le parole si scontrano come spade e le normative si aggirano come ombre in una notte tempestosa.

Atto primo: Il principe ribelle

La bozza d’intesa, quella birichina, vuole creare un elenco speciale straordinario per gli oss. Sì, avete capito bene, un elenco che fa sembrare gli oss più speciali di un unicorno che balla il tango. Ma c’è un problema: la legge, quella severa e intransigente, ha già stabilito il ruolo socio-sanitario. Ebbene sì, gli oss sono stati accolti nel club esclusivo dei professionisti della salute. Applausi, per favore!

Atto secondo: L’assicurazione, il nemico oscuro

Ecco che entra in scena il Decreto n. 232/2023, un decreto che sembra uscito da un romanzo di spionaggio. Esclude gli oss dall’obbligo di copertura assicurativa professionale. Come se gli oss fossero James Bond in incognito, pronti a sfidare il pericolo senza rete di sicurezza. Ma aspettate, c’è di più: i lavoratori di interesse sanitario che hanno conseguito il titolo all’estero sono come agenti doppi, con identità segrete e passaporti falsi. Chi sa cosa nascondono?

Atto terzo: Il registro misterioso

E ora, il pezzo forte: la richiesta di un registro nazionale per gli oss. Un registro dedicato, come un diario segreto, dove gli oss potrebbero scrivere le loro avventure e i loro sogni. Ma non è solo un diario, è un registro che consentirebbe una gestione più efficace e una maggiore chiarezza normativa. Come un faro nella notte, guiderà gli oss verso la terra promessa dell’assistenza sanitaria.

Epilogo: La danza continua

In conclusione, miei cari lettori, la questione degli oss e degli Ordini professionali è come un tango appassionato. Le leggi e le bozze d’intesa si avvicinano, si allontanano, si sfiorano. Ma l’obiettivo finale dovrebbe essere chiaro: garantire la qualità dell’assistenza sanitaria senza creare ulteriori ostacoli burocratici per gli stessi professionisti. E così, la danza continua, sul palcoscenico della salute.

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