17 Giugno 2024
L'Oss può lavorare con i bambini?

A disabled child in a wheelchair being cared for by a nurse in the bathroom.

L’Oss può lavorare con i bambini? Scopriamolo

L'Oss può lavorare con i bambini?

Nell’immaginario comune tutti pensano all’ operatore socio sanitario che lavora con gli anziani.
Molto probabilmente la cosa è comune per via della crescita dell’ aspettativa di vita media della popolazione.

Infatti, l’aumento della prospettiva di vita è stata una conseguenza piacevole delle miglior condizioni di vita. Questo ha portato ad avere più persone anziane che necessitano di assistenza specializzata rispetto ai bambini.

La grande caratteristica della figura dell’operatore socio sanitario (Oss) è la sua versatilità: infatti esso può lavorare con utenti di tutte le età.

Ma che ruolo ha L’Oss che lavora con in bambini?

Precisiamo che l’Oss non deve invadere il campo dell’educatore.

L’Oss non è un educatore, non deve educare (anche se in parte lo fa), ma deve assistere e migliorare le condizioni di salute di tutti, dai bambini agli anziani.

L’Oss deve svolgere sempre il suo specifico compito di assistenza primaria alla persona, anche quando si occupa di bambini.

L'Oss può lavorare con i bambini?

Cosa fa l’OSS con i bambini?

L’operatore socio-sanitario che lavora con i bambini e con gli adolescenti fornisce loro l’assistenza di base, socializza con loro e li coinvolge in attività sociali, stimola le loro capacità di apprendimento e di sviluppo e li sorveglia durante le attività all’aperto o le visite all’esterno.

L’OSS in pediatria può assistere il paziente sia che si tratti di un’assistenza domiciliare, in clinica o in casa di riposo. In generale, le attività più frequenti per un OSS in pediatria sono queste:

  • igiene, vestizione e cura personale
  • accompagnamento a scuola o nelle attività sportive, ludiche e ricreative
  • nutrizione
  • assicurare la corretta assunzione di medicinali e terapie varie
  • comunicazione e gioco con il bambino

Dove deve fornire assistenza a bambini ed adolescenti con famiglie disfunzionali; fornire indicazioni per superare le suddette problematiche; sostenere i bambini nei programmi di cura e di adozione; sostenere e riabilitare i minori negli istituti correttivi.

L’Oss può lavorare con i bambini in strutture dove ci sono minori come case famiglie, istituti correttivi e anche nelle scuola, come figura d’operatore per integrazione scolastica.

La figura dell’operatore per l’integrazione è una risorsa fondamentale per la buona riuscita del progetto didattico- educativo dell’alunno; tuttavia, va distinta da quella del personale docente.
Essa, infatti, è una risorsa assegnata al singolo alunno, non alla classe, e svolge mansioni finalizzate “all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni” (L. 104 articolo 13,comma3), nonché all’effettiva integrazione scolastica degli stessi.

L'Oss può lavorare con i bambini?

L’operatore Socio Sanitario viene attivato in caso di presenza di handicap sia di tipo
motorio che cognitivo, con compromissione rispetto alle autonomie personali.

Il ruolo dell’OSS a scuola prevede:
– interventi di cura del corpo: aiuto per l’uso del WC, per l’igiene personale in generale, cambio degli indumenti (se necessario) e cambio delle superfici assorbenti.
– Supporto alla motricità
– Assistenza durante il momento del pasto
-Attività educativa per favorire l’autonomia, la scolarizzazione e la generalizzazione della abilità apprese nei vari contesti di vita.
– Promozione dei processi di inclusione scolastica per garantire l’effettivo diritto allo studio dei ragazzi, favorendo la partecipazione alle attività didattiche e ludiche.

L’importanza della figura dell’Oss per i bambini

Per i bambini disabili la figura dell’Oss è essenziale, perché senza di essa non avrebbero le cure primarie essenziali.

Purtroppo la realtà attuale, per via dei tagli alla sanità, mette in evidenza come molte famiglie con bambini disabili siano in difficoltà perché negata l’assistenza primaria alla persona svolta dall’Oss.

Molte famiglie non possono accollarsi i costi dell’assistenza, e molto spesso uno dei genitori deve rinunciare al lavoro per accudire il figlio.

Un discorso diverso, ma simile, si può fare per la mancanza dei insegnanti di sostegno, che ogni anno che passa diminuiscono per via dei tagli alla sanità. Lasciando le famiglie con l’amaro in bocca.

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