17 Giugno 2024
L’anemia perniciosa

L’anemia perniciosa

 

l’anemia perniciosa è una forma di anemia derivante da una carenza di vitamina B12.

E’ una grave forma di anemia nella quale vi è una riduzione graduale del numero di globuli rossi, perché il midollo osseo non riesce a produrre globuli rossi maturi.

Da dove viene l’anemia perniciosa?

L’anemia perniciosa deriva probabilmente da un’incapacità ereditaria dello stomaco a secernere una sostanza chiamata “fattore intrinseco”, necessaria per l’assorbimento intestinale della vitamina B12.

Chi colpisci l’anemia perniciosa?

L’anemia perniciosa si manifesta in entrambi i sessi.

E’ raro che colpisca persone sotto i trent’anni, ma la predisposizione aumenta con l’età.

anemia perniciosa
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I sintomi dell’anemia perniciosa

I sintomi dell’anemia perniciosa includono debolezza e disturbi gastrointestinali che causano un indolenzimento della lingua, un leggero ingiallimento della pelle e formicolio alle estremità. Inoltre possono manifestarsi disturbi al sistema nervoso, come perdita parziale del coordinamento delle dita, dei piedi e delle gambe, deterioramento nervoso e disturbi del tratto digerente come diarrea e perdita dell’appetito.

Causa principale anemia

In realtà, la causa principale dei sintomi dell’anemia perniciosa la abbiamo già descritta, ed è la carenza di vitamina B12.

Questa molecola, detta anche cobalamina perché costituita al centro da un atomo di cobalto, si trova comunemente in particolare nei cibi di origine animale, come la carne o il latte. Questi prodotti ne contengono un quantitativo sufficiente per soddisfare le esigenze dell’organismo, per cui generalmente non si ha nessun problema nella sua assunzione.

Le persone vegetariane o vegane possono andare incontro ad una carenza di questa vitamina, poco presente negli alimenti vegetali, ma visto che chi segue questo tipo di dieta dovrebbe sempre affidarsi ad un professionista della nutrizione (dietologo, nutrizionista) saprà che esistono in farmacia degli integratori di vitamina B12 che possono contrastare la carenza di questo importante elemento. Insomma, un vegetariano può teoricamente avere l’anemia perniciosa in forma transitoria, ma una semplice integrazione risolve il problema in un tempo relativamente breve.

Il problema dell’anemia perniciosa in senso stretto, invece, non arriva dalla dieta.

Arriva da una causa di tipo genetico, che non è subito evidente ma che si manifesta sempre di più con il tempo: in pratica, questa vitamina non viene assorbita dall’organismo.

anemia perniciosa

anemia perniciosa by Universoss
anemia perniciosa

 

Generalmente ci immaginiamo che l’assorbimento delle sostanze nutritive sia qualcosa di simile ad un setaccio, ad un colabrodo se vogliamo, che è il nostro intestino: se la molecola è abbastanza piccola passa, altrimenti no e va a finire nelle feci. In realtà non è così: l’intestino è una barriera molto rigida ed ha lo scopo di scegliere, molecola per molecola, chi può passare e chi no.

Le cellule della mucosa intestinale hanno al loro interno (o, meglio, sulla loro superficie) dei recettori che fanno passare solamente alcune sostanze, ma non altre. In questo modo si evita che le sostanze tossiche possano passare dall’altra parte della barriera, anche perché dall’altra parte c’è il sangue che poi raggiunge tutto l’organismo.

In questo senso, l’assorbimento della vitamina B12 è un evento molto complesso, che inizia nello stomaco e prosegue nell’intestino. La parte che avviene nello stomaco è ad opera di una proteina, il fattore intrinseco gastrico, che ha lo scopo proprio di liberare questa vitamina dalle altre componenti dei cibi.

Anemia Perniciosa difetto genetico

Nell’Anemia Perniciosa propriamente detta, per un difetto genetico (simile a quello della celiachia, se vogliamo, che però agisce nell’intestino) il sistema immunitario attacca il fattore intrinseco ritenendolo dannoso; in questo modo la vitamina non viene liberata e non può essere assorbita nell’intestino.

Ci sono anche altre cause che portano al mancato assorbimento della vitamina: tra queste, un problema al recettore intestinale (come abbiamo visto prima, anche se è una situazione più rara oltre che più complessa) oppure l’azione di alcuni batteri o parassiti, come Diphillobotrium latum, un verme simile alla tenia, che si nutrono di questa vitamina e ne impediscono l’assorbimento.

Anche l’asportazione dello stomaco (ad esempio in caso di tumori) oppure più semplicemente il bypass gastrico, il “sondino”, non fanno passare i cibi dallo stomaco e quindi non permettono la liberazione della vitamina, mentre la più comune gastrite (anche se transitoria) impedisce la produzione del fattore intrinseco.

Quale che sia la causa, nonostante alcune possano essere trattate ed altre no (come il problema genetico e l’asportazione dello stomaco), le conseguenze sono sempre le stesse: la mancanza della vitamina e quindi tutto ciò che ne consegue.

 

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