17 Giugno 2024
antidepressivo, farmaco. Sostanze, di diversa composizione chimica, aventi l'effetto di stimolare il sistema nervoso centrale e indicate perciò nella cura delle sindromi depressive (psicosi maniaco-depressiva, depressioni reattive, tossiche ecc.), particolarmente in quelle endogene (che hanno origine da fattori interni all'organismo). Il loro principio di azione si basa sul controllo dei livelli cerebrali dei neurotrasmettitori, la cui variazione determina cambiamenti dell’umore.

Farmaci o cibo antidepressivo!

Le frasi sono ormai nell’uso comune: “sono giù”, “sono depresso”, “mi sento svuotato”.

La vita, insieme alle gioie, somministra anche periodi difficili: un lutto, la perdita del lavoro, un esame importante da rifare, dissapori in famiglia, un divorzio, la pensione, la menopausa, la perdita della giovinezza, una malattia, tutte evenienze difficili da superare. Di solito questi episodi durano 4-6 mesi, poi passano e l’umore torna ai livelli di partenza. Ma se in questo periodo se ci si rivolge al medico, la risposta è spesso una pillola e questo spiega perché da anni la vendita di antidepressivi continui ad aumentare.

Il consumo di antidepressivo in Italia

L’Agenzia del farmaco segnala che fra il 2000 e il 2009 il consumo di antidepressivi in Italia è aumentato del 76%.

Nulla di strano: gran parte dell’informazione dei medici viene fatta dalle aziende farmaceutiche che hanno tutto l’interesse a vendere pillole.

E anche molta dell’informazione che circola sui mass media, televisione compresa, è condizionata dalle aziende farmaceutiche. Inoltre la pillola è una risposta facile: il paziente esce dallo studio soddisfatto. Ma non sempre è la risposta corretta  e a volte è addirittura sbagliata e dannosa.

Facciamo chiarezza.

L’ITALIA HA UN PARTICOLARE PROBLEMA DI DEPRESSIONE?

No, anzi: l’Italia ha la grande fortuna di avere molte giornate di sole e di luce, e questo previene gran parte dei casi di depressione.

L’incidenza della depressione maggiore infatti è molto inferiore  rispetto agli altri paesi del mondo: il rischio è del 3% contro il 6% della Francia, il 5,3% dell’Olanda e la prevalenza, cioè le persone che hanno sofferto di una crisi depressiva nell’arco di tutta la vita, è del 10% in Italia contro il 18,8% dell’Olanda, il 21,4% della Francia, il 14,5% del Belgio.

Trasportando queste percentuali in numeri si può dire che 1,8 milioni di Italiani sono in questo momento depressi e circa 6 milioni ne soffriranno o ne hanno sofferto nell’arco della vita.

SI PUÒ PREVENIRE LA DEPRESSIONE?

Certamente sì: chi sa di avere consanguinei che hanno sofferto di depressione è bene che inizi con la prevenzione e quindi adotti uno stile di vita regolare: andare a letto sempre alla stessa ora e alzarsi sempre alla stessa ora; fare molta attività fisica preferibilmente all’aria aperta; avere un’alimentazione prevalentemente vegetale con l’aggiunta di pesce; una vita sociale ricca sembrano essere tutti fattori di prevenzione. E non fumare e non bere più di 1-2 bicchieri di alcolici (birra e vino) al giorno.

SI PUÒ RISOLLEVARE L’UMOR NERO?

Certo: stare al sole o sotto lampade che ne imitino la luce per esempio migliora il tono dell’umore. Anche fare attività fisica regolare: camminare a passo veloce, pedalare in campagna, fare una partita a calcetto, sciare, meglio se l’attività fisica si svolge all’aria aperta. Praticare tecniche di rilassamento e ascoltare musica.

Questi secondo il Nice, (National Institute of Clinical Excellence Britannico sono i primi interventi efficaci.

CHE COSA FARE NEGLI ADOLESCENTI DEPRESSI?

Negli adolescenti bisogna fare particolare attenzione e intervenire soprattutto nella prevenzione. Irregolarità della vita, poche ore di sonno, uso di sostanze d’abuso (fumo, alcol e altre in genere), vita prevalentemente notturna con scarsa esposizione alla luce e vita sedentaria al computer o davanti alla televisione possono predisporre alla depressione. Nel caso dei giovani intervenire sullo stile di vita è particolarmente importante perché su di loro gli antidepressivi aumentano il rischio di suicidio [8] nei primi due mesi di uso tanto che l’Fda ha richiesto che questo rischio sia particolarmente evidenziato.

Farmaco antidepressivo

antidepressivi, fàrmaci Sostanze, di diversa composizione chimica, aventi l’effetto di stimolare il sistema nervoso centrale e indicate perciò nella cura delle sindromi depressive (psicosi maniaco-depressiva, depressioni reattive, tossiche ecc.), particolarmente in quelle endogene (che hanno origine da fattori interni all’organismo).

Il loro principio di azione si basa sul controllo dei livelli cerebrali dei neurotrasmettitori, la cui variazione determina cambiamenti dell’umore.

Si parla di a. dopaminergici, serotoninergici e noradrenergici a seconda del neurotrasmettitore sul quale agiscono più o meno selettivamente (dopamina, serotonina e noradrenalina).

Gli a. triciclici (imipramina, amitriptilina, nortriptilina) inibiscono la ricaptazione della noradrenalina, gli anti-MAO (fenelzina/”>fenelzina, tranilcipromina ecc.) impediscono la degradazione dei neurotrasmettitori da parte delle monoamminossidasi/”>monoamminossidasi, gli SSRI (fluoxetina, sertralina, fluvoxamina, paroxetina, citalopram) agiscono come inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, gli SSNRI (venlafaxina, duloxetina) della serotonina e della noradrenalina. La disponibilità di molecole classificabili secondo i meccanismi d’azione, grazie alla possibile associazione dei farmaci, consente una maggiore elasticità nel trattamento delle diverse forme patologiche della malattia, associate alle alterazioni dei relativi neurotrasmettitori.

Antidepressivo naturale

Gli antidepressivi naturali usati in fitoterapia per il trattamento della depressione biologica sono piante che aiutano a combattere la tristezza, a regolare l’umore e stabilizzare lo stato d’animo.

I flavonoidi dell’iperico, esercitano un’azione antidepressiva e sedativa, ottenuto solo dall’estratto secco o dalla tintura madre.

L’ipericina, in particolare, inibisce due enzimi responsabili della disattivazione di vari mediatori del sistema nervoso centrale (serotonina, dopamina, noradrenalina) e aumenta la secrezione notturna di melatonina, aiutando contro l’insonnia. È, inoltre, in grado di accrescere i livelli serici di serotonina, similmente a certi farmaci antidepressivi. Diversi studi hanno dimostrato che l´estratto di iperico, limita il riassorbimento di altri due neurorecettori denominati noradrenalina e dopamina che svolgono un ruolo importante nella depressione, negli sbalzi di umore durante il periodo menopausa, nella depressione stagionale e nei periodi di esaurimento nervoso.

La rhodiola e Griffonia come antidepressivo

La rhodiola produce un aumento della concentrazione plasmatica di beta-endorfine, in grado di prevenire le variazioni ormonali indicative dello stress.

Mentre i semi della griffonia contengono 5-idrossi-triptofano (5-HTP), un precursore della serotonina, che nel nostro organismo è coinvolto in varie funzioni fisiologiche.

Innalzando i livelli di serotonina, la griffonia è in grado di migliorare il tono dell’umore, la sessualità, la qualità del sonno; favorisce il controllo della soglia del dolore; e aiuta a regolarizzare il ciclo sonno-veglia, la termoregolazione corporea, l’appetito, eliminando così ansia e depressione.

spirulina antidepressivo
spirulina

Anche attraverso la dieta, possiamo integrare alimenti e sostanze, che contengono sali minerali e vitamine ad azione antidepressiva. La spirulina, la maca o il polline infatti, oltre la futta e verdura di stagione, sono ricchissime fonti di vitamine del gruppo B e di magnesio, nutrienti fondamentali nella produzione di serotonina, e per il corretto funzionamento del del sistema nervoso.

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