17 Giugno 2024

Le origini del pilates

Il metodo ha origini lontane e prende il nome dal suo fondatore J.H. Pilates, nasce a Dusseldorf , in Germania nel 1880.
Di struttura gracile e fisicamente esile, iniziò a dedicarsi alla ginnastica e al body building con impegno, tanto che fu chiamato a posare per la realizzazione delle carte anatomiche del corpo umano.

 

La conoscenza dell’anatomia e dello sviluppo muscolare divennero così oggetto di studio e parte integrante delle sua adolescenza, assieme a sport quali lo sci, le immersioni subacque ed ogni tipo di disciplina atletica.

In quest’isola trovò una realtà completamente diversa da quelli precedentemente vissuta nel Lancaster: soldati reduci dalle battaglie, menomati dalle ferite, allettatati dalle malattie e immobilizzati da tempo.

Egli così decise di costruire macchinari che potessero servire alla riabilitazione di quelle persone.

Tornò in Germania nei primi anni venti,continuò ad ideare attrezzature per la rieducazione motoria ,alcune delle quali sono ancora in uso tutt’oggi.

Al di là del suo impegno creativo, la sua professione lo portò ad Amburgo a lavorare come addestratore fisico delle reclute e dell’intero corpo della polizia locale.

In questo periodo conobbe Rudolph von Laban (ideatore Labanotation, metodo di registrazioni scritta di balletto), il quale incorporò parte del lavoro di Pilate nell’impostazione del suo insegnamento.

In seguito, altri importanti personaggi della danza presero il metodo Pilates come riferimento per il loro allenamento base.


Il metodo fece così ingresso nel mondo della danza,instaurando un rapporto destinato a durare fino ad oggi.

Ciò spiega come ,a torto si è spesso associata la tecnica al solo mondo della danza.

Nel 1925 l’insegnamento di Pilates divenne importante per il governo tedesco, i1 quale lo invitò seguire personalmente il piano di allenamento del nuovo esercito tedesco; Pilates decise che era arrivato il momento di partire per gli Stati Uniti d’America.

Durante il viaggio conobbe una giovane infermiera di nome Clara che in seguito divenne sua moglie.

Giunto a New York,nel 1926 Pilates aprì uno studio e cominciò a codificare la prima parte della sua tecnica, incentrata esclusivamente sul matwork, ovvero una serie di esercizi eseguiti a corpo libero su un
materassino.

Il programma venne codificato e chiamato“Contrology”,nome originario che lui stesso coniò per la sua
tecnica. Il lavoro non si ridusse alla sola codifica della tecnica ma si estese al perfezionamento di particolari attrezzi ,Reformer, Chair, Barrel, Cadillac.

Intorno agli anni 40 era diventato famoso all’interno della comunità di danza . Soltanto due suoi allievi sono famosi per aver aperto un loro studio, mentre Pilates era ancora in vita :Carola Trier e Bob Sead.

Pilates morì nel 1967 all’età di 87 anni, non lasciò eredi ufficiali per continuare la sua scuola che comunque grazie alla popolarità e ai solidi principi, ha continuato a disseminare proseliti negli anni.

Alcuni suoi allievi diffusero in varie parti degli Stati Uniti i suoi insegnamenti.

Clara, moglie di Joe, continuò a lavorare per lo studio, che negli anni 70 fu rilevato da Roman Kryzanoska, allieva di Pilates ed insegnante del metodo da decenni.

Ron Fletcher, ballerino formato da Martha Graham, aprì il suo studio nel 1970 a Los Angeles Come Carola Trier apportò numerose innovazioni alla tecnica.

Kathy Grant e Lolita San Miguel ricoprirono la cattedra d’insegnamento del metodo press l’Università di Stato di New York nel 1967.

Questo spiega le differenze di impostazione delle varie scuole nel mondo, nonostante tutte si ispirino ai concetti
fondamentali del metodo Pilates

Cos’è il pilates?

Secondo le fonti degli uffici marchi e brevetti, nel periodo di stesura del presente manuale, il metodo Pilates
non ha marchio di registrazione in Italia(salvo alcune combinazioni con l’ausilio delle parole (studio e altri
appellativi…) per cui ogni insegnante di educazione fisica motoria lo può adattare al suo stile e alla sua
personalità, ma si deve rifare ai principi basilari del Pilates che sono sei:

1. la Respirazione sempre ben controllata e guidata dall’aiuto dell’insegnante come nella pratica
dello Yoga (nello specifico nel Pilates si inspira nel cominciare l’esercizio e nel momento dello
sforzo maggiore si espira, a differenza dello Yoga, si inspira con il naso e si espira sia con il naso
che con la bocca e per ogni esercizio vi è un preciso ritmo);
2. il Baricentro, sinonimo di Power House, visto come centro di forza e di controllo di tutto il corpo;
3. la Precisione, ogni movimento deve avvicinarsi alla perfezione, un lavoro a circuito chiuso dove
l’insegnante deve avere continui feedback dall’allievo;
4. la Concentrazione, massima attenzione e concentrazione in ogni esercizio, la mente deve essere il
supervisore per ogni singola parte del corpo;
5. il Controllo, controllo su ogni parte del corpo, non si devono effettuare movimenti sconsiderati e
trascurati;
6. la Fluidità, questo principio è la sintesi di tutti i concetti precedenti.

Quali sono i benefici del Pilates?

1. Migliora la postura. È probabilmente il motivo principale per cui ci si accosta al Pilates: avere una postura corretta. Seduti per troppe ore alla scrivania o al volante dell’auto oppure con la testa china sullo smartphone ed ereditando da zaini e banchi di scuola posizioni non proprio corrette, è inevitabile che la nostra postura ne risenta sviluppando vizi che determinano a lungo andare dolori e acciacchi vari.  Il Pilates consente di prendere coscienza del proprio corpo in modo tale da ottenere piano piano una postura corretta.

2. Allevia il mal di schiena. Uno dei principali benefici del Pilates è legato alla riduzione del mal di schiena, dovuto il più delle volte a una postura scorretta di cui abbiamo parlato nel punto precedente e a muscoli addominali e paravertebrali “fragili”. Il Pilates permette di rafforzare in modo sicuro la muscolatura addominale profonda (detta anche “core” o powerhouse), una sorta di cintura di sicurezza per la colonna vertebrale.

3. Tonifica i muscoli. Il Pilates aumenta la forza senza gonfiare il muscolo e in tal modo dona un corpo più longilineo e tonico, con gambe snelle e addominali piatti. I programmi d’allenamento attualmente usati in palestra tendono a gonfiare, creando muscoli corti e stretti soggetti a una maggiore probabilità di traumi. Il programma di Pilates invece allunga e rinforza le articolazioni sviluppando muscoli più potenti, elastici e meno soggetti a traumi.

4. Aumenta la flessibilità e l’agilità, aspetti importanti per vivere meglio e per aumentare la capacità funzionale nello sport. Nel Pilates sia Matwork che con le macchine gli esercizi prevedono un equilibrio tra forza e allungamento.Tutti i muscoli si sviluppano in maniera uniforme. In un allenamento tradizionale, invece, i muscoli deboli diventano sempre più deboli e i muscoli forti diventano sempre più forti. Il risultato e’ un corpo squilibrato che aumenta la possibilità di traumi e dolori

5. Pilates, a ognuno il suo allenamento. Disciplina inimitabile per le donne in gravidanza per evitare il mal di schiena tipico di questo periodo della vita, perfetta per chi si vuole rimettere in forma dopo il parto tonificando gli addominali e recuperando il pavimento pelvico, allenamento preferito dai ballerini che lo utilizzando per allungare i muscoli, il Pilates è facilmente adattabile alle esigenze più disparate, dagli atleti ai ai soggetti affetti da Parkinson. Ed è stato pure eletto ginnastica ideale per gli over 60 per contrastare i danni procurati dall’inattività fisica, come la diminuzione della densità ossea e del volume di massa magra.

2 thoughts on “I 10 benefici del pilates

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