17 Giugno 2024
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Sanità: manca il personale.

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Gli “eroi del covid” sono gli infermieri, medici e oss, del quale il nostro sistema sanitario ha bisogno come il pane. Senza di loro il sistema crollerebbe.
Ma questo personale viene valorizzato dallo Stato, non viene stabilizzato, e per colpa della mancanza di personale gli operatori della sanità sono costretti a turni disumani, con il triplo del carico lavorativo.

Esempio di cronaca: Assessore Lazio e sindacati hanno firmato per la stabilizzazione, ma nel frattempo le Aziende hanno prolungato le scadenze a termine alla fine del 2023

Il fatto che nella sanità manca il personale sembra che sia dovuto alla scelta ben precisa dei vertici amministrativi di lasciare i dipendenti nella precarietà.

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Parliamo di un caso d’attualità della sanità laziale, dove lavorano 51.800 persone, delle quali 4.800 con un rapporto a tempo determinato.
E’ stato appena siglato un protocollo ha stabilito che “il ricorso alle assunzioni a tempo determinato va considerato un fatto straordinario”.
Fino a qui una grande vittoria: infatti è stata confermata “la volontà di non rideterminare condizioni di precarietà lavorativa con il servizio sanitario regionale”.
Ma rimane il fatto che è anche necessario velocizzare i percorsi di stabilizzazione. Fino a qui tutti d’accordo. Ma dove sta l’intoppo?

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Nel frattempo però, al fine di garantire l’erogazione dei cosiddetti Lea, i livelli essenziali di assistenza, le Aziende e gli enti del servizio sanitario non faranno altro che prorogare i contratti a termine fino al 31 dicembre dell’anno prossimo. Altri dodici mesi nel limbo per medici e infermieri. Con un’altra promessa: “Entro il 31 marzo del 2023 le parti si incontreranno per verificare l’andamento delle procedure di stabilizzazione attivate”.

Potrebbe essere che l’annuncio della stabilizzazione di 5000 precari della sanità nel Lazio è solo propaganda elettorale sulle spalle dei lavoratori, che rappresentano il 10% della forza lavoro impiegata nelle strutture sanitarie pubbliche?

In effetti sembra una furbata politica.
Fatta spostando il problema della stabilizzazione dei precari della sanità su chi dovrà amministrare la Regione Lazio nei prossimi cinque anni. Per fare ciò hanno prorogato per l’ennesima volta la scadenza dei contratti a termine fino al 31 dicembre 2023.

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Sanità, manca il personale: una sanità senza medici e senza infermieri.
E le risorse sono in diminuzione.

Sanità manca il personale: senza medici e infermieri. 
Mentre nel decennio 2010-2019 il Fondo sanitario nazionale ha registrato un incremento medio annuo dello 0,8%, passando da 105,6 a 113,8 miliardi di euro, nel 2020 è aumentato a 120,6 miliardi, con un incremento medio annuo dell’1,6% nel periodo 2020-2022 dovuto alle misure per fronteggiare l’emergenza Covid.

Ma l’incidenza del finanziamento del Sistema sanitario nazionale, sottolinea infine il Censis, scenderà al 6,2% del Pil nel 2024 (era il 7,3% nel 2020).

Dal 2008 al 2020 il rapporto medici/abitanti in Italia è diminuito da 19,1 a 17,3 ogni 10.000 residenti, e quello relativo agli infermieri da 46,9 a 44,4 ogni 10.000 residenti.

L’età media dei 103.092 medici del Ssn è di 51,3 anni, 47,3 anni quella degli infermieri. Il 28,5% dei medici ha più di 60 anni e un numero consistente si avvicina all’età del pensionamento. Si stima che, nel quinquennio 2022-2027, saranno 29.331 i pensionamenti tra i medici dipendenti del Ssn, 21.050 tra il personale infermieristico.

Dei 41.707 medici di famiglia, saranno 11.865 ad andare in pensione (2.373 l’anno).

Le conseguenze delle risorse sempre più “tagliate” per la Sanita: personale precario e “tagliato”.

In pratica non ci sono abbastanza risorse per la sanità, e questo avrà come conseguenza un taglio netto dei servizi sociosanitari.
Le mancate cure si tramuteranno in aggravamenti delle patologie e, nei casi più gravi, in decessi.

A causa della mancanza di fondi ci saranno problemi e ulteriori complessità nel servizio assistenziale.

Questo è un pericolo reale, al quale stiamo andando incontro sia perché non si trova personale per lavorare in condizioni come quelle attuali.
Per fare un esempio, ci sono molti medici che preferiscono fare i liberi professionisti nel settore privato, e per conseguenza mancano dipendenti pubblici.

Quindi, oltre al precariato, dobbiamo affrontare la carenza numerica del personale sanitario, perché alle condizioni attuali lavorare nella sanità pubblica non è più invitante come una volta.

1 thought on “Sanità: manca il personale sanitario, ma chi è assunto rimane precario

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