17 Giugno 2024
difficoltà dei medici universoss

Le difficoltà dei medici

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Si parla spesso di una sanità italiana pubblica  che sta cadendo a pezzi, in cui con tanta buona volontà gli operatori sanitari, gli  operatori socio sanitari e i medici stanno cercando di fare di tutto per portare avanti il loro lavoro. Ma in tutto ciò la figura del medico è quella che ha la responsabilità di curare i pazienti.
Questo compito è svolto con  grandi difficoltà dei medici,  che per via dei tagli alla sanita subiscono un deterioramento delle condizioni di lavoro.
Questo sta spazzando via anche il loro entusiasmo, tanto che 1 medico su 3 andrebbe in pensione anche domani, se potesse.

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Del resto, il 71% dei medici negli ultimi due anni ha avvertito una crescita di stress, e 1 su 10 ha riscontrato problemi di salute che prima non aveva.

Non gli è poi corrisposto una adeguata retribuzione rispetto a stress e condizioni limite nelle quali i medici quotidianamente devono esercitare, al punto che sono tanti i sanitari che all’entusiasmo iniziale per una professione definita “la più bella del mondo” oppongono la rassegnazione o addirittura l’abbandono di una professione oramai soffocata da compiti impropri, con carichi di lavoro insostenibili dovuti alla grave carenza di personale e  con direttive  “calate dall’alto” del management sanitario spesso non adeguate alla realtà quotidiana del sistema sanitario.

Oltre le difficoltà dei medici, ci sono quelle dei pazienti

 

Con la conseguenza che anche i pazienti hanno difficoltà, molto spesso, anche nell’ottenere un medico di base.

È finito il tempo in cui ogni italiano aveva a propria disposizione un medico per ogni singolo dubbio o lieve sintomo, e tuttavia non è pensabile “abbandonare” a sé stesse persone che da decenni erano seguite dal parere di un professionista anche per le questioni più banali, nonché indotte ad aspirare a un benessere assoluto senza fatica.

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Le difficoltà dei medici: la situazione italiana

Però a quanto pare per quantità di medici ci sono altri paesi messi peggio.

l’Italia è quello con la maggiore concentrazione di medici (4,1 medici 1000 abitanti, contro i 2,2 dell’Inghilterra) e con la minore concentrazione di infermieri (5,4 ogni 1000 abitanti, contro i 10,7 della Svizzera). La percentuale di medici presenti nelle aree urbane italiane è maggiore rispetto agli altri Paesi oggetto di studio ed è pari al 49% del totale.

Se ci possiamo consolare riguardo alla quantità dei medici, non lo possiamo fare riguardo ai finanziamenti destinati alla sanità pubblica.

Per quanto riguarda le spese destinate al sistema sanitario, l’Italia è all’ultimo posto in quanto a finanziamenti pubblici pro-capite, ma è anche al penultimo posto in quanto a richieste di contributo spese da parte del cittadino. I servizi offerti dal sistema italiano si discostano da quelli degli altri Paesi soprattutto per quanto riguarda l’assistenza infermieristica a casa, decisamente inferiore rispetto a quelle di Svizzera, Gran Bretagna e Norvegia e in parte probabilmente dovuta all’esiguo numero di infermieri stessi.

Considerando i tempi di attesa per un appuntamento, l’Italia è il secondo Paese in quanto a efficienza e velocità: mediamente i pazienti vengono visitati entro una settimana, contro le 4 settimane dell’Inghilterra e le 24 ore della Svizzera.

La percezione della scarsità da parte dei medici italiani è seconda solo a quella della Gran Bretagna: in Italia il 50,4% dei medici riporta esempi di pazienti che non hanno potuto accedere alle cure per ragioni economiche. Anche i danni conseguenti alla mancanza di risorse sono percepiti come molto gravosi sul sistema sanitario, il 64,2% dei medici italiani ritiene che la limitatezza dei mezzi abbia ripercussioni sull’efficienza delle cure. Particolarmente carenti in Italia risultano l’assistenza dopo incidenti, l’assistenza infermieristica a casa e i servizi destinati alla salute mentale.

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I medici italiani riscontrano meno dei loro colleghi inglesi, norvegesi e svizzeri la discriminazione di particolari categorie di malati nell’accesso alle cure.
Ad ogni modo, anche in Italia si evidenziano delle categorie più a rischio, e sono quelle dei malati mentali, dei malati cronici e degli anziani, mentre, ad esempio, in Svizzera la categoria di malati più a rischio è quella dei pazienti che non sono in grado di pagare le cure.

Come inglesi, norvegesi e svizzeri anche i medici italiani sono favorevoli alle politiche di contenimento dei costi, in particolare all’assegnazione di priorità agli interventi più urgenti. Si dichiarano favorevoli anche alla riduzione dei posti letto negli ospedali, pratica ritenuta inaccettabile negli altri Paesi. I medici italiani mostrano di voler partecipare alle gestione del sistema sanitario, di cui potrebbero sensibilmente rendere più efficienti i servizi, limitando gli sprechi ed investendo le risorse là dove maggiormente scarseggiano.

 

3 thoughts on “Le difficoltà dei medici in una sanità che cade a pezzi

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