17 Giugno 2024
Tetano‬, ‪Malattia‬, ‪Ferita‬, ‪Vaccinazione‬‬

Tetano

Il tetano è una malattia infettiva acuta che colpisce il sistema nervoso umano.

L’agente eziologico del tetano è il bacillo del tetano.

Le spore di questo organismo può esistere per anni su vari argomenti, nel suolo, nelle feci.

Sono molto resistenti ai disinfettanti e possono sopportare una temperatura di 90 ° C per due ore.

In condizioni favorevoli, le spore germinano il tetano patogeno e generano molto forti veleni biologici – emolisina e tetanospazmin.

tetano
filo spinato arrugginito

Una ferita con un oggetto arrugginito e scatta la paura tetano.

Basterà disinfettare o è meglio andare dal medico?

La vaccinazione antitetanica sarà ancora efficace? Quando l’ho fatta? Servirà un richiamo?

«Innanzitutto sfatiamo un mito: non è la ruggine a essere pericolosa. Il problema tetano si pone se l’oggetto con cui ci si fa male potrebbe essere stato contaminato dalle feci di cavalli, mucche o ovini, animali che possono ospitare nel loro intestino il Clostridium tetani , batterio responsabile della malattia – puntualizza Francesco Castelli, professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Brescia -.

Questo germe viene eliminato con le feci dagli animali e può sopravvivere a lungo nell’ambiente sotto forma di spore.

Attraverso il morso di un animale o una ferita profonda, soprattutto se contaminata con terriccio, le spore possono infettare l’uomo, nel quale, in condizioni opportune, sono in grado di trasformarsi nella forma attiva del batterio, che produce una tossina neurotossica.

La tossina arriva poi al sistema nervoso, risale i nervi sino a raggiungerne il corpo cellulare dove blocca il rilascio di neurotrasmettitori ad azione inibente e causa contrazioni involontarie e dolorose della muscolatura, continue o a crisi. Quando la quantità di tossina prodotta è elevata, può anche diffondersi tramite il sangue provocando il tetano generalizzato, la forma più grave a elevata letalità»

Sintomi e complicanze del tetano

La tossina tetanica, una volta entrata nell’organismo attraverso una ferita, è in grado di arrivare al Sistema Nervoso Centrale attraverso il flusso sanguigno o i nervi. Una volta presente nel Sistema Nervoso Centrale compromette la trasmissione di impulsi inibitori a livello delle sinapsi, causando contrazioni e spasmi diffusi. Il periodo di incubazione varia da 3 a 21 giorni, di solito circa 8 giorni. In generale, quanto più il sito della lesione è lontano dal sistema nervoso centrale, più lungo è il periodo di incubazione.

 

Forme di tetano:

  • tetano locale: è raro, ed è caratterizzato da contrazioni muscolari persistenti nell’area della ferita. Queste contrazioni possono persistere per molte settimane prima della graduale scomparsa. Solo l’1% dei casi è fatale.
  • tetano cefalico: è raro e si presenta con otite media (infezioni dell’orecchio) in cui C. tetani è presente nella flora dell’orecchio medio, o in seguito a lesioni alla testa.
  • tetano generalizzato: Il tipo più comune (80% circa). La malattia si presenta di solito con un andamento discendente. Il primo segno è il trisma o cioè la contrattura del muscolo massetere che dà al volto del paziente un aspetto caratteristico (riso sardonico), seguita da rigidità del collo, difficoltà a deglutire, e rigidità dei muscoli addominali. Altri sintomi includono temperatura elevata, sudorazione, pressione arteriosa elevata, tachicardia. Gli spasmi possono verificarsi frequentemente e durano per diversi minuti. Il paziente rimane conscio e gli spasmi muscolari, provocati da stimoli anche minimi, causano dolore. Gli spasmi continuano per 3-4 settimane. La guarigione completa può richiedere mesi.
  • tetano neonatale: è una forma di tetano generalizzato che si verifica nei neonati. Colpisce bambini nati da madri non vaccinate, che non hanno quindi la protezione conferita nei primi mesi di vita dagli anticorpi materni. Di solito si verifica attraverso infezioni del moncone ombelicale non cicatrizzato, in particolare quando il moncone è tagliato con uno strumento non sterile. I sintomi sono quelli del tetano generalizzato, con una elevata letalità. Il tetano neonatale è comune in alcuni Paesi in via di sviluppo e ha causato più di 257.000 morti l’anno in tutto il mondo nel periodo 2000-2003.

Il tetano può determinare diverse complicanze.

 

Lo spasmo delle corde vocali e/o lo spasmo dei muscoli della respirazione tanto da mettere in seria difficoltà la respirazione porta a problemi con la respirazione. Gli spasmi muscolari possono determinare fratture della colonna vertebrale o delle ossa lunghe. L’iperattività del sistema nervoso autonomo può portare a ipertensione o aritmie. Negli ultimi anni, il tetano è stata fatale in circa l’11% dei casi segnalati. I casi che hanno più probabilità di essere fatali sono quelli che si verificano in persone con più di 60 anni (18%) e le persone non vaccinate (22%).

La letalità del tetano è di circa il 50%.

 

  1. l TETANO non è una malattia infettiva!! NON si può trasmettere da una persona all’altra!
  2. Per ridurre il pericolo di reazioni gravi alla vaccinazione antitetanica il vaccino è stato notevolmente diluito, rendendolo clinicamente inefficace. Nonostante ciò le complicazioni possibili dopo l’inoculazione sono le seguenti: febbre elevata, dolori, formazione ricorrente di ascessi, danni al nervo dell’orecchio interno, neuropatia demielinativa (demielinizzazione condizione degenerativa del sistema nervoso), shock anafilattico e perdita di coscienza.

Storia vaccinazione del tetano

Tuttavia, allo stato dei fatti In Italia, la vaccinazione antitetanica è stata resa obbligatoria dal 1938 per i militari, dal 1963 per i bambini nel 2° anno di vita e per alcune categorie professionali considerate più esposte a rischio di infezione (lavoratori agricoli, allevatori di bestiame, ecc.). Dal 1968 la somministrazione è stata anticipata al 1° anno di vita e il calendario vaccinale vigente prevede la somministrazione di tre dosi al 3°, 5° e 11°-12° mese di età (vedi calendario vaccinale del Ministero della Salute).

Al ciclo di base fanno seguito due dosi di richiamo, rispettivamente al 5°-6° anno di vita e fra gli 11 e i 15 anni; ulteriori dosi di richiamo sono raccomandate a cadenza decennale. A livello nazionale le coperture vaccinali entro 2 anni di età sono molto elevate benché ad oggi, in Italia, i casi di tetano sono nell’ordine delle 90 unità all’anno, di cui l’85% sopra i cinquant’anni. Queste cifre sottolineano l’inopportunità di milioni di dosi di vaccino iniettate su neonati, sui quali il pericolo di tetano ha valenza zero.

A questo proposito, vedasi la tabella allegata alla ricerca epidemiologica del 2002 di cui sopra in cui sono specificati il Numero di casi e tassi d’incidenza per 100.000 abitanti di tetano per classi d’età, sesso e decenni di notifica, Italia, 1971-2000.

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